L’abuso di alcol a lungo termine provoca danni permanenti al cervello, così come può portare alla demenza: un legame già dimostrato da numerosi studi internazionali. Una ricerca americana ha trovato però un ingrediente che può aiutare a ridurre i danni derivanti dall’alcolismo: l’olio di pesce.

Lo studio, condotto da ricercatori della Loyola University Chicago Stritch School of Medicine, in collaborazione con l’Università del Kentucky e con il National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism, ha analizzato un campione di ratti in laboratorio, sottoponendoli a una cura con l’acido docosaesaenoico (DHA), un grasso omega-3 presente nell’olio di pesce.

Le cellule cerebrali dei ratti sono state suddivise in due gruppi: la prima parte è stata sottoposta a un’abbondante e prolungata somministrazione di alcol, la seconda è stata sottoposta alla somministrazione di alcol e alla cura con il composto omega-3.

Secondo i risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista Plos One, le cellule sottoposte alla cura con il DHA presentavano degli stati di infiammazione e una quantità di cellule morte molto inferiore rispetto al gruppo di cellule non curato con il composto. In particolare, i dati riportano il 90% di neuro infiammazioni in meno. Michael A. Collins, ricercatore alla Loyola University e co-autore dello studio, ha spiegato:

Secondi i risultati del nostro studio, l’olio di pesce ha un ottimo potenziale nella cura dell’abuso di alcol: può preservare l’integrità cellulare negli alcolisti cronici.

Un risultato sorprendente: tuttavia, per avere una conferma definitiva dell’effetto benefico dell’olio di pesce sui danni cognitivi creati dall’alcol, saranno necessari ulteriori confronti in laboratorio.

Naturalmente, i ricercatori si sono affrettati a sottolineare come l’olio di pesce non possa in alcun modo essere considerato una sorta di “cura preventiva” per i danni derivanti dall’alcolismo. Collins ha infatti concluso:

Noi vogliamo assolutamente che la gente pensi che basti a prendere un paio di capsule di olio di pesce per poi poter abusare liberamente dell’alcol: l’unico modo per proteggere davvero il nostro cervello è non abusarne.

21 luglio 2014
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