Si crede spesso che un cane, colpito da paralisi alle zampe posteriori, sia pieno di problematiche e privo di voglia di vivere. La condizione di immobilità, il fattore dipendenza dagli umani e una serie di effetti collaterali come la minzione incontrollata, possono alterare l’opinione della gente che lo circonda. Per questo molti si spingono fino a scelte estreme e risolutive, come la soppressione.

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Quello che invece sfugge è che un cane con gli arti paralizzati non può camminare autonomamente, ma di sicuro un carrellino con ruote potrà agevolarlo. Confermando l’incredibile voglia di vita, di gioco e di movimento. Ed è quello che deve avere pensato anche Abayed, un simpatico esemplare di 6 anni utilizzato come cane pastore per un gregge di pecore e capre. Il cagnolone vive in Giordania e per un tragico errore è stato scambiato per un cane randagio, quindi ferito con un colpo di pistola alla spina dorsale.

L’atto estremo purtroppo rientra nel programma di riduzione del randagismo in Giordania. Ma Abayed, che in giordano significa bianco, non è un cane abbandonato e la pallottola gli ha leso la spina dorsale. È stato trovato così, immobile e per terra tra i dolori, dai suoi proprietari che sono due pastori. Condotto velocemente presso lo Humane Center for Animal Welfare di Amman, al cane è stata risparmiata la soluzione più estrema, cioè la soppressione.

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Vista la grande vitalità e la tenacia con la quale sia aggrappava alla vita, i suoi proprietari hanno richiesto una decisione alternativa. Ci sono voluti un lungo intervento e un faticoso recupero post operatorio, per condurre Abayed letteralmente in pista di nuovo. Il cane può muovesi grazie ad un carrellino con ruote, una struttura tipica per i cani paralizzati, in questo caso modificata per le sue necessità. E ora il cucciolone dal manto bianco è tornato a guidare il gregge di pecore, come un tempo, vivendo la sua vita con felicità.

13 marzo 2013
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