A rischio il 36% degli edifici scolastici italiani

Circa la metà dei 42.000 edifici scolastici presenti sul territorio italiano si trova in una zona a rischio sismico, ma soltanto il 10% soddisfa i criteri di sicurezza per far fronte ad eventuali scosse, il 36% delle strutture necessita di interventi immediati di natura straordinaria e il 42% non è in possesso del certificato di agibilità. È questa la desolante fotografia che emerge dall’undicesimo dossier Ecosistema Scuola 2011, presentato da Legambiente in un incontro tenuto nelle ore scorse a Lucca.

L’associazione ha preso in esame le strutture d’infanzia primarie e secondarie di primo grado, in 96 capoluoghi di provincia, evidenziando le difficoltà delle amministrazioni locali nel far fronte alle esigenze degli istituti, molti dei quali risentono ormai del peso degli anni: il 65% di quelli presi in esame è stato edificato prima del 1974, anno in cui entrò in vigore la normativa che regola la costruzione nelle aree ritenute soggette a rischio sismico.

A preoccupare, inoltre, è il 6% delle scuole potenzialmente interessate da fattori di tipo idrogeologico e il 65% che non dispone della necessaria certificazione di prevenzione incendi. Unici dati positivi le simulazioni di evacuazione, eseguite regolarmente nella quasi totalità delle strutture esaminate, e le porte antipanico installate nel 90% dei casi.

Secondo Legambiente, inoltre, il 18% dei comuni non ha monitorato e reso nota la presenza di amianto negli edifici, come richiesto dalla legge 257 del 1992. Discorso analogo per quanto riguarda altri fattori di rischio come il radon (solo il 30% delle amministrazioni locali se ne occupa) e la presenza di elettrodotti (11%), senza contare le scuole che si trovano nelle vicinanze di ripetitori per la telefonia cellulare, antenne radio-televisive e industrie.

Dividendo il territorio per latitudine, il Centro Nord sembra uscire meglio dal dossier, almeno stando alle prime dieci posizioni della graduatoria stilata dall’associazione per premiare i capoluoghi virtuosi:

  1. Prato;
  2. Trento;
  3. Parma;
  4. Siena;
  5. Biella;
  6. Alessandria;
  7. Reggio Emilia;
  8. Frosinone;
  9. Terni;
  10. Verbania;

1 marzo 2011
I vostri commenti
alessio di benedetto, martedì 1 marzo 2011 alle12:06 ha scritto: rispondi »

Nel 2008-2010, dopo i tagli con barbariche accette contro la cultura, l’arte, lo spettacolo e la scuola pubblica (tipico di un governo clericofascista basato sui grembiulini balilla di Santa Gelmini dei Macelli), è bastato uno starnuto del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI (Conferenza episcopale italiana), perché i finanziamenti alla scuola confessionale cattolica, gestita dalla curia per formare i suoi nuovi cadetti e “missionari” della loro fede, venissero raddoppiati per decreto, durante la notte . D’altro canto, entro il 2013, ben 150.000 docenti degli istituti statali perderanno il posto di lavoro, grazie a Maria Stella Gelmini (un nome, una conferma). Mentre continuiamo a elargire a piene mani al Vaticano ogni anno 13 miliardi di euro, le cui finalità non sono affatto note, nel 2003 un organico di 15.507 preti, pagati da noi, è stato immesso in ruolo nelle nostre scuole. Così si vieta alla scuola pubblica di essere portatrice di pluralità d’informazione, e con Santa Maria Stella Gelmini la stanno affossando, mentre i loro istituti cattolici, gestiti dall’Opus Dei, dai Legionari di Cristo e dall’anima nera da Ku-Klux-Klan della Chiesa, conquistano l’intero potere gerarchico della società italiana. Proibiscono al fedele di pensare con la propria testa. Sminuiscono il valore della vita ed avviliscono l’intelligenza, il sesso, la gioia di vivere, la coscienza personale, la conoscenza, le scienze.… MA CHI è MARIASTELLA GELMINI: Nel marzo 2000 la Signora Gelmini, Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Il suo ruolo odierno è di soldatino esecutore dei tagli, niente più. Una che si è diplomata al liceo confessionale. Una che ha preso l'abilitazione in avvocatura, lei di Brescia, a Reggio Calabria. Una che inizia il discorso alla camera dei deputati dicendo: Sotto l'egìììda del parlamento. BASTA ITALIA. DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ (Nexus Edizioni), giugno, 2010. 517 pagine, 130 immagini, € 25 http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp?PRODID=SH246200038 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religione_che_uccide.html http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-di_benedetto_alessio_.htm http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/ http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/fuori-della-chiesa-non-ce-salvezza.html

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