8 milioni di pipistrelli insieme in volo

Da anni il pipistrello è stato sdoganato da animale spaventoso e ripugnante a mammifero simpatico e molto utile: dal carattere mansueto e sornione, questa specie è infatti un toccasana per tutte le zone del mondo infestate da parassiti e insetti, in particolare le zanzare. Superato lo stigma – rimane pur sempre l’animale associato al vampirismo – quella del pipistrello è diventata una specie da proteggere e salvaguardare. Ma quale reazione si avrebbe se davanti agli occhi si palesassero 8 milioni di esemplari in volo contemporaneo?

Succede al Kasanka National Park, in Zambia, dove in pochissimi metri di terreno hanno trovato rifugio ben 8 milioni di pipistrelli. Una famiglia allargata, così corposa perché gli animali si stanno preparando alla migrazione. Il fotografo Will Burrard-Lucas è riuscito a immortalarli.

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Gli animali occupano solamente un acro di terreno, quindi la loro densità è molto elevata, tanto che ogni singolo albero del parco è costretto a sorreggere gruppi da 10 tonnellate di pipistrelli. Nonostante il fotografo affermi come a volte i cieli siano così ricchi di pipistrelli tanto da non scorgere la luce, la popolazione locale è tutt’altro che impressionata. Si tratta di un fenomeno che avviene infatti ogni anno, quando questi mammiferi decidono di spostarsi da una parte all’altra dell’Africa per scappare dai caldi troppo soffocanti, per rincorrere piccole prede o solo per scovare bacini d’acqua.

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La migrazione dei pipistrelli è il più grande passaggio di animali in cielo a cui l’uomo possa assistere. Per capire quanto il loro numero sia elevato, si pensi che a terra il record è detenuto dalle gnu, con “soli” 1,5 milioni di esemplari in movimento contemporaneo. Un viaggio in Zambia, allora, potrebbe essere un modo originale per scovare una delle tante originalità della natura e per battere la paura: nonostante gli 8 milioni di animali in cielo, non si registrano vampiri né tantomeno pipistrelli appesi ai capelli delle donne locali, quest’ultima un’altra leggenda che lascia il tempo che trova. I pipistrelli, infatti, compensano la loro carenza visiva con uno straordinario orientamento a ultrasuoni, che impedisce loro di imbattersi in ostacoli di qualsiasi sorta, chiome fluenti comprese.

5 febbraio 2013
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