Aveva sottratto illecitamente centinaia di gatti dai quartieri più popolati della sua città, con lo scopo di rivenderli ai ristoranti della zona, dove la carne di felino è tutt’oggi molto richiesta. Il piano è però andato in fumo grazie all’immediato intervento della polizia locale, pronta a trarre in salvo oltre 500 quadrupedi. È quanto è accaduto in Cina, nella città di Jiujiang, nella provincia dello Jiangsu.

Da qualche tempo la cittadina era stata colpita da un’improvvisa sparizione di gatti, non solo esemplari randagi, ma anche di proprietà. Qualche giorno fa, tuttavia, alcuni testimoni anonimi hanno allertato la polizia, a seguito dei movimenti sospetti di un uomo identificato come Sun, nonché a informazioni trapelate da alcuni ristoratori locali. Gli agenti hanno quindi seguito l’uomo, scoprendo così la detenzione di oltre 500 felini, destinati al macello e alla consegna ad alcuni esercizi pubblici della cittadina, apparentemente già d’accordo per l’acquisto.

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Sembra che i gatti siano stati rinchiusi in un casolare rurale in un villaggio vicino a Jiujiang, ammassati l’uno sull’altro in una decina di gabbie di piccole dimensioni. Giunti sul posto, gli agenti hanno colto l’uomo sul fatto e hanno perciò provveduto al suo immediato arresto. I felini sono stati invece trovati in condizioni di forte disagio, disidratati e con vari problemi di salute: per gli esemplari di proprietà, qualora le condizioni lo permettano, verrà organizzata la restituzione alla famiglia d’origine, mentre per i randagi si cercherà una nuova collocazione.

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Secondo quanto emerso, l’uomo aveva pianificato di vendere ogni singolo esemplare per circa 30 yuan, circa 3.90 euro, per un guadagno totale di poco meno di 2.000 euro. Sebbene il consumo di carne di cane e di gatto non sia formalmente vietato in tutte le zone della Cina, da qualche tempo le autorità locali hanno imposto regole più severe, data anche l’accresciuta sensibilità da parte dell’opinione pubblica.

14 giugno 2017
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