Una manifestazione nazionale è stata indetta il 5 maggio 2012 a Roma contro l’eccidio di cani randagi in Ucraina. Luogo dell’appuntamento è Piazza del Pantheon dalle ore 10:00 alle 12:00. L’evento nasce con il supporto e il sostegno della Lega nazionale per la difesa del cane, L’Oipa, L’Enpa, la Lav e Le.I.D.A.A.

All’incontro non mancheranno voci e testimonianze dei volontari sul campo, che lottano contro le amministrazioni locali in Ucraina per strappare più cani randagi possibili a morte certa. Inoltre interverranno personaggi dello sport, del mondo culturale, dello spettacolo e della politica per dare il loro sostegno e voce alle vittime della strage silenziosa.

Alla manifestazione possono partecipare tutti: caldamente consigliata la presenza dei nostri amici a quattro zampe, in rappresentanza dei loro simili meno fortunati. Inoltre gli organizzatori chiedono che ognuno porti con se un pallone da calcio, come simbolo degli Europei causa principale della strage di cani.

Ma la mattanza di randagi non è di casa solo in Ucraina, anche Romania e Albania pare siano insensibili alle richieste della UE. La continua sparizione di cani per mano delle strutture locali, oltre che dei comuni cittadini, è un circolo vizioso di violenza che genera altra violenza. Alla lista recentemente si è aggiunto il Kuwait dove pare siano giustificati i combattimenti clandestini, siano comuni le violenza nei mercati e nei luoghi pubblici, accettati gli avvelenamenti dei randagi e il loro relativo abbandono.

Un atteggiamento insensibile che si scontra con i dettami del Corano, come sostiene Nadia Al-Kandari attivista per i diritti animali. La religione islamica incoraggia alla compassione e all’amore nei confronti degli animali, perché alla fine vi sarà una ricompensa divina. Eppure secondo le credenze comuni gli animali sono diventati esseri immondi, sporchi e malvagi. Una sorta di leggenda popolare che distorce l’empatia nei confronti dei randagi, educando alla violenza anche le future generazioni.

16 aprile 2012
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