Preoccuparsi delle sorti dell’ambiente non significa soltanto ridurre gli sprechi al minimo, scegliere delle fonti energetiche rinnovabili, lanciarsi nel riciclo creativo e optare per la mobilità sostenibile. Difendere il Pianeta dipende anche da quel che si mangia, senza necessariamente cadere negli estremismi. Vi sono dei cibi che sono più dannosi di altri in termini ambientali?

È la domanda a cui ha voluto rispondere il Sierra Club, la più antica organizzazione ambientale degli Stati Uniti, fondata addirittura nel 1892. Ne è nata quindi una lista di cinque prodotti da non acquistare e consumare mai, perché la produzione e lo smaltimento sono altamente dannosi per la sopravvivenza degli ecosistemi. Di seguito, la classifica:

Olio di palma

Close Up Of Fresh Palm Oil Seeds And Cooking Oil via Shutterstock

  1. Caffè tradizionale: la produzione massificata del caffè ha portato a un impoverimento del prodotto così come al depauperamento delle risorse naturali. Non solo moltissime aree forestali vengono convertite per rispondere al mercato globale del caffè, ma la maggior parte delle colture fa ricorso intensivo a pesticidi chimici, diserbanti, fungicidi e fertilizzanti nocivi soprattutto per gli insetti e i piccoli animali. Il tutto, in una situazione di sfruttamento della popolazione locale. È meglio quindi scegliere il caffè del commercio equosolidale che, seppur con piccoli aumenti di prezzo, garantisce il pieno rispetto della natura e dell’uomo, con la totale eliminazione di qualsiasi ritrovato di origine industriale;
  2. Carne da allevamenti intensivi: il commercio della carne è una delle principali ragioni della deforestazione amazzonica, prima ancora del mercato del legno. Sempre più foreste vengono abbattute per far spazio ad allevamenti intensivi che, oltre a essere poco etici per gli animali, producono grandi quantità di inquinanti e immettono in atmosfera un tasso di CO2 pari allo smog cittadino. Se non si vuole optare per una dieta vegetariana, ci si rifornisca quindi dai piccoli allevatori, quelli tradizionali e biologici. Con un’avvertenza: anche la conservazione in frigorifero o in freezer ha un costo sull’ambiente, in termini di consumo energetico;
  3. Olio di palma: di questo olio largamente sfruttato nell’industria alimentare si è già parlato in diversi interventi. L’olio di palma, infatti, è responsabile di deforestazione e incendi in Asia, dello sfruttamento della manodopera locale, della distruzione degli habitat naturali degli animali esotici nonché dell’inquinamento dei corsi d’acqua. E, come se non bastasse, non è nemmeno consigliabile per la salute. Meglio allora evitarlo e impedire che altri 8 milioni di acri di foresta vengano ingiustamente incendiati: diversi oli vegetali, come quello extravergine di oliva, sono più sostenibili e salubri;
  4. Tonno pinne blu (tonno rosso): la popolazione di questi ricercati tonni cala di anno in anno, tanto che rischia di scomparire nei prossimi decenni. Cacciato soprattutto in Giappone, ma consumato in tutto il globo, la carne prelibata non ne giustifica la pesca, perché si tratta di un pesce fondamentale per l’ecosistema marino e la catena alimentare. Inoltre, dato l’inquinamento dei mari, è uno dei pesci che più assorbe alte concentrazioni di mercurio, non certo il più indicate per mantenersi in salute;
  5. Mais OGM: il mais geneticamente modificato ha un impatto negativo sugli ecosistemi perché, pur resistendo alle intemperie o all’attacco dei parassiti, modifica la naturale catena alimentare così come le capacità di auto-rigenerazione del terreno. Oltre a essere uno dei responsabili della recente moria delle api, proprio per le sue peculiarità anti-insetto, secondo Douglas Fox dell’Unity College il mais OGM “distrugge gli habitat, impoverisce i terreni, interrompe i cicli nutritivi, inquina l’aria e l’acqua”.

15 febbraio 2014
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I vostri commenti
fate bene ad informare , tutti ormai ci dobbiamo rendere conto che l'ambiente e la salute vanno salvaguardati. Grazie, lunedì 30 giugno 2014 alle16:57 ha scritto: rispondi »

fate bene ad informare sui danni arrecati all'ambiente e alla salute purche' sia tutto vero e documentabile. Grazie

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