Dalla Corea del Sud agli Stati Uniti, per un viaggio volto al salvataggio. È questa la storia di un gruppo di 29 cani, salvati dall’industria della carne asiatica e trasportati, grazie a un programma di Humane Society, in quel di San Diego. Gli animali, sottoposti alle cure del caso, sono ora in cerca di famiglie amorevoli che si prendano cura di loro.

Negli ultimi mesi, Humane Society International è riuscita a sottrarre più di 100 cani da un allevatore coreano, convincendolo e aiutandolo economicamente a riconvertire la propria attività in altri business agricoli redditizi. 29 di questi esemplari – tra mastini, Chihuahua e Jindo – sono arrivati lo scorso giovedì all’aeroporto internazionale di San Francisco, per poi essere condotti a San Diego presso una struttura d’accoglienza dell’Humane Society locale. Qui hanno ricevuto tutte le cure veterinarie del caso, per poi essere inseriti nella lista degli esemplari adottabili. Così ha spiegato Garu Weitzman, presidente e CEO dell’associazione californiana:

Il commercio di carne di cane è una delle più orribili forme di crudeltà.

Secondo quanto spiega la Korean Association for Policy Studies, il commercio e il consumo di carne di cane in Corea del Sud sarebbe ancora decisamente diffuso, nonché ampiamente tollerato. Ogni anno, infatti, almeno 2 milioni di esemplari sarebbero macellati in tutta la nazione, che conta ben 50 milioni di persone, a scopi alimentari. Per contro, però, la maggiore sensibilizzazione da parte delle realtà locali ha permesso, negli ultimi anni, di ridurre a 700 dai 1.500 iniziali i ristoranti che propongono nel menu preparati a base di carne di cane. La nazione è solo seconda, tuttavia, rispetto alla vicina Cina: nel grande paese orientale, infatti, la tradizione di questo consumo è ancora lontana dal trovare soluzione. Ne è dimostrazione il recente festival della carne di cane, con un boom di accessi e visitatori nonostante precisi divieti dal governo centrale cinese.

18 settembre 2015
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