A fine 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito che il 2017 sarebbe stato l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile. Questo servirà a mettere in campo iniziative e progetti finalizzati allo sviluppo, alla tutela dell’ambiente e al sostegno delle economie in difficoltà.

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Tutto ruota intorno a un modo di viaggiare che non incide negativamente sul benessere del pianeta e di chi lo abita. Una concezione di turismo nuovamente celebrata a 15 anni di distanza dalla prima edizione del 2002, che nasce da un’esigenza in costante crescita e della quale il mercato sta finalmente iniziando a tenere conto in modo serio.

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Il segretario generale dell’Organizzazione Mondiale per il Turismo, Taleb Rifai, ha descritto la decisione dell’ONU come un’opportunità unica per migliorare il contributo del settore turismo ai tre pilastri della sostenibilità: economica, sociale e ambientale. Costituisce inoltre un percorso che mira a risvegliare le coscienze e l’attenzione dell’opinione pubblica su una tipologia di viaggio troppo spesso sottovalutata.

La scelta è arrivata in seguito alla Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Rio+20), dove è stato sottolineato come il turismo ben progettato e ben gestito abbia le potenzialità di contribuire alla creazione di posti di lavoro e al commercio. Tutto questo senza dimenticare che il settore è presente come target per tre degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile inclusi nell’Agenda 2030. Eccoli riportati di seguito.

  • Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti;
  • Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili;
  • Salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine per un loro sviluppo sostenibile.

Cos’è però, esattamente, il turismo sostenibile? La definizione è stata introdotta alla fine degli anni ’80: essenzialmente, è un modo di viaggiare non distruttivo e rispettoso del pianeta, che non altera l’ambiente, favorendo al tempo stesso lo sviluppo di attività sociali ed economiche, soprattutto laddove ci sono situazioni di difficoltà. Insomma, qualcosa di molto lontano dal turismo di massa.

5 aprile 2017
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