Ha meritato la copertina della rivista “Nature” la scoperta di 2010 TK, un piccolo asteroide troiano la cui orbita “segue” quella del nostro pianeta da circa 10.000 anni, mantenendosi a una distanza costante e senza alcun rischio che le due orbite si incrocino tra loro dando vita a un pericoloso scontro.

L’asteroide è stato scoperto da un gruppo di ricerca canadese e americano coordinato da Martin Connors, dell’università della California a Los Angeles. Si tratta di un corpo celeste che ha un diametro di circa 300 metri e viaggia nello spazio a una distanza di quasi 150 milioni di chilometri dalla Terra. La sua orbita è definita dagli studiosi un’orbita troiana, cioè in grado di seguire la traiettoria della Terra in posizione di equilibrio, esattamente come accade già nel nostro sistema solare per pianeti come Giove e Nettuno, anch’essi caratterizzati dalla presenza di asteroidi che viaggiano all’unisono senza mai incrociare la propria strada.

A differenza dei due pianeti appena citati, però, l’unione tra 2010 TK e la Terra è destinata a finire. Se infatti Giove e Nettuno sono in grado di tenere i loro asteroidi troiani in una posizione di equilibrio per via della loro maggiore forza di attrazione gravitazionale, non altrettanto vale per la Terra, la cui massa minore rispetto agli altri due corpi celesti fa sì che 2010 TK vada lentamente allontanandosi, fino al punto da uscire dal campo di attrazione terrestre e allontanarsi così dal nostro pianeta.

Proprio il fatto che il percorso in comune con la Terra è destinato a finire ha convinto gli scienziati a definire 2010 TK “il compagno di una notte” della Terra, perché, come spiega Andrea Milani, insegnante di Meccanica celeste all’università di Pisa:

La configurazione di questo asteroide è interessante, ma potrà durare ancora poche centinaia di migliaia di anni, che nella vita della Terra sono paragonabili alla durata di un giorno per una persona che ha un’età di 30 anni. Per questo l’asteroide potrebbe essere definito “il compagno di una notte della Terra” e insegue l’orbita del nostro pianeta da un punto di equilibrio che si chiama di Lagrange. Da quel punto forma un triangolo con Terra e Sole e i tre oggetti si muovono eseguendo una sorta di “danza” a tre senza disturbarsi a vicenda.

Insomma il rapporto tra la Terra e 2010 TK, secondo i parametri temporali astronomici, assomiglia più a un flirt passeggero che a una vera e propria storia d’amore duratura, ma non per questo è meno affascinante, anche se, come osservato dallo stesso Milani, rimangono alcuni dubbi sulla provenienza dell’asteroide e sulla sua origine, oltre che sul modo in cui è arrivato nella posizione attuale.

28 luglio 2011
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