Natura, verde, ambiente: tre parole che suscitano sentimenti positivi, connessi a momenti unici della nostra vita. Eppure c’è chi della natura nelle sue varie declinazioni ha paura, sia esso un timore legato a un singolo aspetto o all’ambiente nel suo complesso.

Si tratta di vere e proprie patologie, spesso invalidanti, che nulla hanno da invidiare alle sindromi ansiose ben conosciute dall’opinione pubblica, quali ad esempio gli attacchi di panico o l’agorafobia. Di seguito, la lista delle 10 fobie più diffuse legate alla natura, per apprenderne l’esistenza e comprendere gli effetti subiti da chi ne soffre.

  1. Limnofobia: si tratta della paura generale dei laghi, siano essi in fotografia o visti dal vivo. Chi ne è affetto non prova timore per l’acqua in sé, ma per i segreti che potrebbero essere nascosti negli abissi lacustri;
  2. Hilofobia: è la paura delle foreste e dei mostri che potrebbero nascondere. Si tratta di una fobia direttamente connessa al mondo delle favole e della narrazione, tra streghe, folletti e altri demoniaci esseri. Chi ne è affetto, teme che le zone boschive davvero nascondano questi mostruosi personaggi creati dalla fantasia;
  3. Agrizoofobia: è l’ansia che si manifesta nei confronti degli animali in cattività, come orsi o lupi. Chi ne è affetto teme di essere attaccato da un feroce animale e, per questo motivo, raramente si lancia nell’esplorazione dei boschi. Nei casi più gravi, è difficile anche possedere un animale casalingo oppure visitare uno zoo;
  4. Eliofobia: così come suggerisce il nome, si tratta della paura del sole. Chi ne soffre pensa che il sole possa nuocere alla vita e, così, vive sempre al coperto o si avvolge di particolari abiti al 100% oscuranti la luce. Può essere anche definita la “sindrome del vampiro”, per ovvia similitudine;
  5. Dorafobia: è la paura di pellicce, pelli e altri prodotti di origine animale. Si declina con un’ansia – una vera e propria immedesimazione – nella sofferenza che gli animali possono aver subito per la produzione di questi manufatti, che assume contorni patologici assolutamente svincolati dal normale animalismo;
  6. Aeroacrofobia: è il timore per i luoghi aperti e alti, come la cima di una montagna. Si manifesta soprattutto con vertigini insopportabili, tanto da costringere chi ne è affetto a vivere esclusivamente in pianura e a evitare la montagna anche solo per una piccola scampagnata;
  7. Ancrofobia: è la paura del vento, a qualsiasi intensità esso soffi. Gli ancrofobici spesso evitano anche i luoghi che ricordano il vento a livello sonoro, come ad esempio le onde marine, e non utilizzano strumenti che producono spostamento dell’aria, come le ventole;
  8. Entomofobia: è l’ansia rivolta verso la presenza degli insetti, come formiche o scarafaggi. Cugina dell’aracnofobia, la paura dei ragni, provoca reazioni scomposte, urla e anche svenimenti alla sola vista di un insetto;
  9. Anablefobia: chi la subisce non può guardare in alto senza provare ansia o vertigini. È detta anche la “paura delle stelle”, perché rende impossibile alle vittime rivolgere lo sguardo al cielo per scrutare gli astri della volta celeste;
  10. Antrofobia: è il terrore verso fiori e altre simili piante. Chi ne soffre non può avvicinarsi a un prato fiorito e nemmeno riesce a conservare nella propria abitazione mazzi e vasi fioriti;
14 ottobre 2012
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